MasaMente

L'ironia è la gaiezza della riflessione e la gioia della saggezza - Anatole France
mercoledì, 24 settembre 2008

Mi domandavo…..

excel-2003Quanto non siamo portati per alcune cose semplicemente per mancanza di voglia/applicazione o piuttosto quanto i nostri cervelli sono morfologicamente sviluppati in maniera diversa?

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Lo spunto mi viene quanto è accaduto stamani a lavoro.

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Nasce l’esigenza di creare una tabella excel che semplifichi i costi telefonici delle sim e delle chiavette internet aziendali.

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Non so se avete avuto mai a che fare con una fattura di telefonia mobile, probabilmente si.

Beh, il documento in questione è un ginepraio di cifre, codici numerici, riferimenti IVA.

Se a questo si somma l’esigenza di dividere la cifra totale per unità di costo (ovvero il totale è 10 ma quanto spendo io, quanto Caio, Sempronio e Genoveffa?), l’impresa diventa al limite dell’impossibile.

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Perché le compagnie telefoniche non dividono la somma totale per centro di costo, eh no! Sarebbe troppo facile…

E cosi mi ritrovo a dover sommare le spese individuali (traffico, canone, tasse) con una percentuale di quelle generali (tasse, bolli); a tutto ciò va sommata l’IVA.

E l’IVA è uguale per ogni voce di spesa????

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NAAAAAAAA

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L’IVA sulle telefonate nazionali è X

Sulle telefonate internazionali è Y

Sulle tasse non si paga

Sulle spese di bollo si paga solo se all’emissione del documento c’era luna piena e l’operatrice che ha emesso il conto era in fase mestruale..

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Insomma un vero casino! (con il solo intento di far imbestialire chi riceve il conto, che ne fa un'ammasso di carta tondeggiante e lo butta nel water, senza controllare la bolletta, OVVIO!)

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Beh, in quattro e quattr’otto il mio collega è stato in grado di creare una splendida griglietta excel, piena di formule, percentuali, divisioni, coseni ed area del triangolo scaleno.

E come per magia, inserendo le singole cifre, mi ritrovo tutto diviso, frazionato e gli stessi numeri totalizzati per costo, persona, tipologia, etc etc

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Ecco, ho osservato, preso appunti, seguito passo per passo ogni sua mossa ma anche se restassi su questo pc da qui alla notte di capodanno non riuscirei mai a riprodurre un tale prodigio.

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Perché?

Il mio cervello è diversamente sviluppato (no, NON DIVERSAMENTE ABILE!! Semplicemente portato per altri ragionamenti...) oppure si tratta di semplice pigrizia?

Ai posteri l’ardua sentenza

postato da: sharon71 alle ore 12:34 | link | commenti (7) | commenti (7)
categorie: riflessioni, racconti, vita
mercoledì, 17 settembre 2008

fame

Big_Mouth

fame ingordigia cupidigia voracità brama lacuna pertugio incavo avidità smania vuoto buco cavità assenza mancanza  carenza lacuna difetto  riempire colmare imbottire ingozzare appagare saziare stipare saturare esaudire acquietare

come si fa a guarire?

postato da: sharon71 alle ore 10:19 | link | commenti (8) | commenti (8)
categorie: riflessioni, vita, cibo, dolore, rabbia, bulimia, bed
mercoledì, 03 settembre 2008

a FUNNY cat story

La casa era vuota, troppo vuota. L’abitudine ad aprire le porte lentamente per evitare di travolgerla, aspettarmi (invano) di vederla zompare sul divano o nel lavandino mentre faccio i piatti. Come si fa in fretta ad abituarsi….

 

Siamo andati al cuore di pirilla (www.gattimammoni.it)  a visitare la sua tomba. Le ho messo il suo giochino preferito, la corda con la pallina che la faceva impazzire.

 

Abbiamo pianto un po’ poi, così per passare il tempo, ci siamo messi a curiosare in giro…

 

Ed ecco lei, regale, altera. La regina della giungla, una splendida gatta incrociata con un norvegese delle foreste. Il mio lui non voleva lasciarla andare!

Leone 3

 

Poi, alcuni strani esseri, della famiglia dei rospi volanti, che azzardano pericolose evoluzioni pur di farsi notare.

Rospi volanti 1

 

Mentre ci aggiriamo per questo regno felino, ci sentiamo osservati da un’inquietante creatura che, con occhi sgranati ed un filo di bava penzolante, teneva sotto controllo i nostri movimenti senza lasciarsi sfuggire nemmeno un sospiro..

Hannibal

 

Ma proprio sotto la gabbietta di questo allarmante felino, una deliziosa gattina nera, con french manicure sulle dita di mani e piedi, con uno sguardo mi aveva già conquistata.

 

E con BIA, la storia ricomincia…

Cass 5

 

 

 

postato da: sharon71 alle ore 15:25 | link | commenti (19) | commenti (19)
categorie: amore, riflessioni, vita, casa, gatti
lunedì, 01 settembre 2008

a SAD cat story

La mia piccola non ce l'ha fatta; si è arresa al male che la stava divorando ed il 16/08 abbiamo convenuto con il veterinario che dovevamo aiutarla a lasciarci.

Non sarebbe servito a molto diagnosticare prima la malattia, certamente non a salvarle o allungarle la vita visto che, da come era ridotta, era evidente che il tumore la stava consumando ben prima di incontrarci.

Certo che se la veterinaria che l'ha avuta in cura avesse dato il giusto peso ad alcuni sintomi che avevo segnalato, forse mi sarei preparata al distacco, forse non l'avrei lasciata sola nei suoi ultimi 10 giorni di vita, sarei potuta restare con lei facendola sentire amata e parte della mia famiglia.

Forse non mi sentirei cosi male ripensando alle parole con le quali l'ho salutata : "mamy torna" ; ma mamy non è tornata in tempo.

P1010136

 

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categorie: riflessioni, malinconia, gatti
martedì, 08 luglio 2008

Amo gli animali (2)

 

Sottotitolo : voglia de lavorà, zompame addosso

arturo

 (immagine sostituita per deboli di cuore)

Aracnofobia :  L'aracnofobia (dal greco aracno (αράχνη), "ragno", e fobia (φοβία), "paura") è una fobia specifica, una irrazionale paura dei ragni. Può presentarsi in varie forme, dal semplice disgusto alla forma più forte di repulsione, fino a un livello di incontrollabile orrore che porta ad attacchi di panico, ed in alcuni casi anche una foto o un disegno molto realistici di un ragno possono evocare la paura. (wikipedia)

 

Nel mio caso probabilmente è nata per emulazione, visto che mia madre con un ragno sul pavimento sarebbe stata in grando di arrampicarsi sulle pareti di stoffa come un gatto in preda al terrore.

Poi lessi da qualche parte che in ambito psicoanalitico, il ragno simboleggia la madre ed il nostro rapporto con essa, quindi mi sono ritenuta pienamente autorizzata a temerli come la peste!

 

Ma si sa, da animale razionale quale sono, sto cercando di superare questa paura. Ne è prova il fatto che da qualche settimana convivo in ufficio con Arturo, aracnide paraculo (l’assonanza non è casuale) che ai primi giorni di avvistamento, in cucina tra il lavabo e a macchinetta del caffè, aveva quella dimensione che io definisco “vabbè sei abbastanza piccolo perché io ti risparmi la vita e le zampacce”.

 

Tra un tè verde ed una sigaretta consumata alla finestra, i giorni passavano ed il nostro rapporto si faceva sempre piu intenso.

 

Finchè un brutto (bel?) giorno, Arturo scomparve…..

 

Inutili i miei timidi tentativi di cercarlo, facendo capolino poco convinta dietro alla macchinetta del caffè o tra il water ed il bidet (luoghi da lui assiduamente frequentati..).

 

Ma qualche giorno dopo, in uno dei luoghi succitati, un mostruoso ragno, grande almeno il doppio di Arturo, mi osservava di sottecchi a testa in giù mentre preparavo il mio tè… 

 

Il dubbio mi attanaglia :

  1. l’essere mostruoso si è cibato di Arturo e ne ha assunto l’identità
  2. è un clandestino
  3. è Arturo, post cura ricostituente.

 

L’ipotesi che possa essere LUI, non mi permette di ucciderlo, allora cerco, malgrado le dimensioni, di stabilire una tregua non armata : “tu stai li buono ed io faccio finta di non averti visto”.

 

Ed oggi, mentre facevo pipì, lui faceva finta di niente girandosi verso il bidet.

 

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categorie: riflessioni, racconti, vita
martedì, 24 giugno 2008

tormento 2

Vi siete coalizzati?!?!

Il cucciolo di ieri ha trovato una nuova famiglia (non la nostra) ed una nuova casa.

Ci sarebbe sua sorella... lei :

cucciolo 2

ma non è che due femmine mi si prendono a capelli? (peli in questo caso..)

Ho paura di tentare troppo la sorte, sono stata fortunata con Pat, gatta angelica, ma se un secondo micio dovesse portarmi scompiglio e far danni in una casa non mia con mobili non miei???

Ma so gia che se quella capocetta varcherà la mia soglia, sarà per restare...

 

postato da: sharon71 alle ore 09:01 | link | commenti (22) | commenti (22)
categorie: riflessioni, racconti, vita, casa, gatti, bellezza
lunedì, 23 giugno 2008

Saggezza (??) orientale 3

Non so se essere più stupita dall’inventiva del popolo nipponico o se dalla inutilità delle loro invenzioni….

(da pinkblog.it)

starpads

I giapponesi non ne perdono una! Mentre da noi le i vip mettono il loro nome a disposizione di profumi e gioielli, nel paese del Sol Levante le celebrità firmano gli assorbenti. E non degli assorbenti qualsiasi ma mimetici. Se vi state chiedendo a cosa servano degli assorbenti mimetici non fate affidamento sulla mia spiegazione perchè non ce l’ho. Forse in Giappone non si usano i tampax, quindi si sono dovute ingegnare diversamente.

La star televisiva Naomi Matsushima ha posto il suo nome sulla nuova linea di assorbenti per il ciclo femminile P&G Wisper. Lo ha annunciato nel corso del suo varietà televisivo, dichiarando che pensava da tempo di creare questa nuova linea fatta per le donne in modo che finalmente esse possano “trascorrere il proprio periodo mestruale più felicemente”.

I dubbi mi attanagliano sulla prospettiva di felicità per le donne nel vedere i graziosi assorbenti nelle loro due diverse versioni: una con le stelline, forse studiata per le astronaute in modo da potersi confondere nel firmamento, e un’altra nella più classica versione mimetica militare, che magari verrà data in dotazione a tutte le soldatesse degli eserciti mondiali in modo da poter strisciare comodamente confuse nei campi di guerra, e dotate di ali stealth così da poter llibrarsi a bordo dei loro caccia totalmente invisibili agli occhi del nemico.

Ma in fondo chi siamo noi per sindacare sull’utilità di simili orpelli…anzi attendiamo con ansia le prossime creazioni della Matsushima, sicure che non ci deluderà!

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categorie: riflessioni, vita, web , humor, umorismo, pubblicità
giovedì, 19 giugno 2008

cosa faranno i nostri cuccioli a casa mentre noi siamo a lavoro?

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postato da: sharon71 alle ore 14:23 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: riflessioni, gatti, humor, umorismo, cani
mercoledì, 11 giugno 2008

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postato da: sharon71 alle ore 13:09 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: parole, riflessioni, vita, malinconia
martedì, 10 giugno 2008

disturbi alimentari

Premessa :

Questo post è lungo. Avevo l’intenzione di tagliuzzare la lunga citazione ma credo contenga informazioni preziose per molte persone che hanno a che fare con questi problemi. Si parla di disturbi alimentari, se non sei interessato all’argomento passa oltre, altrimenti buona lettura.

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ANORESSIA

Nei manuali di psichiatria l’anoressia è definita come il rifiuto di mantenere il proprio peso corporeo al di sopra del minimo adeguato al tipo di costituzione. Cosa ci dice tale indicazione sulla patologia? Niente.

L’anoressia è uno stato evidente, è un corpo che parla attraverso la sua magrezza, il suo scheletro esposto. L'anoressia cela una profonda sofferenza interiore. 

La malattia di solito inizia con una dieta, con restrizioni alimentari mosse dal desiderio di migliorare la propria immagine, di farla aderire al modello imposto dalla nostra società. In realtà la bellezza del proprio corpo è un pretesto, un desiderio che poi non verrà mai raggiunto, in quanto il corpo viene debilitato, corroso dall’ostinazione del rifiuto del cibo, fino a ridursi a niente. 

Contrariamente a quanto ancora oggi molti sostengono, le persone anoressiche in realtà non sono cieche e sorde ai morsi della fame, anzi, conoscono perfettamente la fame e ne hanno un profondo terrore: non mangiano niente per paura di mangiare tutto, di non esser in grado di fermarsi. Ogni alimento è un nemico che una volta ingerito può trasformarsi in grasso, in parte del proprio corpo. In poco tempo il corpo e il cibo diventano una vera ossessione, un pensiero coercitivo e un’occupazione costante che non permettono altre passioni, altri interessi…la vera e propria perdita di libertà di pensiero e di azione. 

Ma il corpo con le sue leggi metaboliche è una realtà che prima o poi sfugge al controllo completo e totale che vorrebbe attuare la persona anoressica. La denutrizione porta a gravissime conseguenze che si manifestano con dolori addominali, intolleranza al freddo, peluria diffusa su tutto il corpo, oltre che insufficienza renale, osteoporosi, alterazioni cardiovascolari, problemi gravissimi ai denti e molto altro.

L’anoressia può portare a negare la realtà, a non riconoscere il rischio che il corpo corre perché offuscati dall’onnipotenza del rifiuto anoressico e dall’euforia del corpo ridotto a ossa che la inducono a credere di poter dominare ogni cosa, finanche la vita e la morte… ma è un’euforia intrisa di paura. 

La paura di diventare bulimica. 

......

BULIMIA

Chi soffre di bulimia non è una “buona forchetta”, un amante della buona cucina che ogni tanto esagera. La persona bulimica non sceglie di concedersi i piaceri della tavola, ma è costretta ad ingerire cibo, ad ingoiare “tutto il pane del mondo”. 

La bulimica non ha “voglia di qualcosa di buono” – per citare una frase famosa di uno spot pubblicitario particolarmente emblematico del nostro modello culturale - ma è assalita da una tensione coercitiva che la porta a ingerire tutto in uno stato di trance, di sospensione della coscienza. 

E’ molto importante capire questo per debellare il pregiudizio sociale che avvolge le persone bulimiche nella colpa, le accusa di debolezza morale, di incapacità a controllare la propria volontà.  Non si tratta di volontà, è qualcosa che si colloca in un posto molto più profondo, si tratta di un vuoto incolmabile e profondo che crea un vortice dentro le anime di queste persone, che non possono fare altrimenti. 

Le abbuffate bulimiche sono momenti drammatici, momenti vissuti in assoluto isolamento e coercizione, che niente e nessuno potrà interrompere; si concludono solo quando si avverte lo stomaco tendersi, solo allora la voragine interiore sembra colmarsi, rasserenarsi per un breve attimo. Malauguratamente la pace che segue l’abbuffata è subito interrotta dalla consapevolezza di quanto accaduto, dal panico che si prova per un misfatto ingiustificabile. 

 L’euforia che caratterizza il rifiuto ostinato dell’anoressica si contrappone allo sconforto infinito e alla colpa della bulimica che vive così un esistenza ancor più disperata. Per annientare e allontanare questo dolore, morale, ma anche fisico, si cerca di espellere quanto ingerito. 

Il corpo bulimico si corrode poco a poco. I denti si rovinano, le ghiandole salivari dolgono e s’ingrossano, ulcerazioni e bruciori intollerabili al tubo digerente, piaghe sulle mani usate per procurarsi il vomito. Anche il cuore è messo a dura prova fino al rischio di arresto.

E’ importante ribadire che anoressia, bulimia e disordini dell’alimentazione sono malattie serie: meccanismi instaurati da ragioni della psiche che colpiscono duramente il corpo nelle sue funzioni elementari fino a minarne la sopravvivenza.  La condotta anoressico - bulimica ha un senso, purtroppo non visibile e misurabile quanto il danno organico prodotto; si tratta di un significato nascosto dietro al corpo e prima del corpo che solo il lavoro psicoterapeutico può scoprire, analizzare ed elaborare, fino a tornare ad esser liberi.

......

BED - OBESITA' PSICOGENA

Chi soffre di bed è una persona caratterizzata da:

episodi ricorrenti di Alimentazione Incontrollata (abbuffate), associati ad altri sintomi correlati

è presente un marcato disagio causato dal mancato controllo sull'alimentazione

le crisi compaiono con una frequenza di almeno due giorni alla settimana per sei mesi

non vi sono comportamenti compensatori

A differenza della Bulimia Nervosa, in cui le pazienti sono generalmente normopeso, i soggetti B.E.D. si rivolgono a centri specializzati per la cura dell'obesità e non dei disturbi del comportamento alimentare.
Colpisce il 30% circa dei pazienti obesi che richiedono un trattamento dimagrante. Sono colpite più le donne degli uomini (rapporto 3:2). Vi è una elevata familiarità per l'obesità e frequente comorbilità psichiatrica (soprattutto per la depressione maggiore).
I soggetti con questo disturbo, rispetto ai soggetti in sovrappeso od obesi senza questo disturbo, mostrano un'alimentazione caotica con un elevato introito di cibo sia ai pasti che fuori pasto.

E’ un disturbo caratterizzato dalla presenza di “abbuffate” non accompagnate però da strategie per compensare l’ingestione di cibo in eccesso. Le persone che manifestano questo disturbo assumono, in un tempo limitato, quantità di cibo esagerate, con la sensazione di perdere il controllo dell’atto del mangiare. Queste situazioni si ripetono anche più volte la settimana anche in momenti in cui non si ha una sensazione fisica di fame. A differenza dalla bulimia non si riscontra il circolo vizioso tra i tentativi di restrizione, l’abbuffata e i comportamenti eliminativi. Il problema principale sembra consistere in una difficoltà a controllare l’impulso ad alimentarsi. Il disturbo da alimentazione incontrollata è correlato all’obesità anche se tale caratteristica non è necessaria per la diagnosi di BED. il BED è presente nel 30% circa dei casi di soggetti obesi che richiedono una cura per la loro situazione e nel 2-3% di tutti i soggetti obesi. La difficoltà ad inquadrare questa situazione è legata alla definizione di abbuffata e ai fattori che possono favorirne la persistenza. L’abbuffata, così come avviene nella bulimia nervosa, viene definita dalla sensazione di perdita di controllo, dal senso di colpa e dai pensieri negativi che la accompagnano. Nei soggetti BED è frequente la presenza di un quadro psicologico problematico caratterizzato dalla depressione, dall’insoddisfazione corporea e da un comportamento alimentare variamente disturbato. Negli obesi BED i disturbi dell’umore e altri quadri psicopatologici sembrano essere presenti in circa l’80% dei casi.

(www.anoressiabulimia.org)

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Non mi sono fatta mancare nessuna delle tre esperienze, è vero che i disturbi alimentari sono facce diverse della stessa medaglia, spesso scatenate da medesimi vissuti.

E’ iniziato verso i 8/9 anni. BED infantile (chi ben comincia è a metà dell’opera diceva la mia maestra delle elementari..) che, come da manuale, mi portò in pochi anni ad avere la stazza di un capodoglio spiaggiato. Una goduria inimmaginabile, dalla prima dieta ad 11 anni (che praticamente non ho ancora smesso) al passare l’adolescenza, quindi un periodo in cui sei un cesso di tuo, addobbata di una 20 di chili sparsi tra culo e zamponi.. (famo 25 và)

Poi c’è stato il periodo anoressico, avevo poco più di 20 anni, datemi della pazza ma è quello che preferisco. Innanzitutto perché ho avuto la fortuna di fermarmi in tempo, senza che la cosa divenisse preoccupante, poi perché ero MAGRA come non lo sono stata mai più, come avevo sempre sognato di essere, tanto magra da attirare le attenzioni di tutti quelli che avevo intorno.

E’ durato poco, credo poco più di un anno

Poi la fedele compagna, quella che non se ne va nemmeno con le pedate.

Bulimia, ovvero colei che non ti molla. Da un paio di anni è controllata, sono fiera di esserci riuscita. Ma non debellata: la maledetta a intervalli diradati ma più o meno regolari si ripresenta.

E quando arriva, la cosa più difficile è sempre la stessa : non farla restare a lungo.

 

postato da: sharon71 alle ore 15:15 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: parole, riflessioni, racconti, vita, malinconia, cibo, dolore, bulimia, ansia, anoressia, disturbi alimentari, bed